Il cinema invisibile

 

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Reportages di visioni non comuni.
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giugno 27 2003
 
A me sto cinema russo...
Solaris, di Andrej Tarkowski, 1972. Nonostante il film sia edito in italia, nondimeno si tratta di cinema invisibile: la versione di cui si parla qui è quella integrale, più lunga di circa 50 minuti di quella uscita in italia. La maggiore lunghezza del film è data principalmente dal lungo prologo iniziale, che si svolge sulla Terra e che serve a definire il protagonista e a metterlo di fronte ai problemi della "solaristica" (la scienza che si occupa dello studio del pianeta Solaris). Nonostante Tarkowki sia uno degli autori che amo di più in assoluto e che questo film sia considerato un capolavoro, non sono riuscito ad amarlo come gli altri; la volontà "filosofica" emerge troppo scopertamente, in dialoghi prolissi. Bellissime comunque fotografia e regia, e estremamente suggestive e non invecchiate le immagini di Solaris. Qualche dubbio sulla freschezza della scena di assenza di peso invece ce l'ho, specie nel passaggio in cui un libro aperto atraversa l'inquadratura da destra a sinistra. Ma è inutile fare i cavillosi, son passati trenta anni e pure 2001 non è privo di acciacchi.


postato da Gokachu | 06:00 | commenti


giugno 24 2003
 
Delirio di flashbacks, colpo di scena... è Nolan!
Following, di Christopher Nolan, 1999. Non è stato facile trovare il primo film di Nolan, che pur mi pare in qualche sala italiana sia stato proiettato per Mikado. Girato con due soldi, con gli amici come attori, un bianco e nero teso e come locations esterni e un paio di interni, lungo solo 70 minuti, è molto simile a Memento. Pur non avendo una linea temporale invertita, il film si basa su tre diversi momenti temporali, che si riconoscono dall'aspetto dell'attore principale, mescolati strettamente tra di loro attraverso il montaggio e raccontati in flashback in un quarto momento. Il risultato è un lavoro interessante, con una doppia capriola mortale sul finale (che sorprende ma dà anche un fastidioso senso di troppa perfetta geometria). Gervasini dice che lui aveva capito tutto dopo 15 minuti. Io no.


postato da Gokachu | 04:12 | commenti (4)


giugno 14 2003
 
Macché SARS: l'ebola, quella sì...
The ebola syndrome, di Herman Yau Lai-To, 1996. Anthony Wong è un serial killer in fuga, che uccide e occasionalmente fa hamburger con i corpi delle sue vittime. Nelle sue avventure contrae l'ebola (ma è portatore sano) e tornato ad Hong Kong comincia a spargere il morbo. Se non fosse per la complicazione indotta dal virus, sarebbe una copia di The untold story; e tutto sommato lo è lo stesso. Però, nonostante le efferratezze, c'è un cambio di registro; è un film piacevole (cosa che il molto migliore The untold story non era di certo), con un Wong più guitto del solito. Ricco di humor nero.


postato da Gokachu | 03:13 | commenti


giugno 4 2003
 
L'americano invisibile
Donnie Darko, di Robert Kelly, 2001. E' con una certa emozione che inserisco in questo blog un film americano introvabile in Italia. Donnie Darko è un teenage-movie, un horror, un film di fantascienza, un impietoso spaccato della vita familiare e scolastica americana, un viaggio in una psiche scossa. Il talentuoso regista ventiseienne, alla sua opera prima, lavora su modelli molto alti, segnatamente David Lynch e Paul Thomas Anderson, e difficilmente si potrà dimenticare il gigantesco coniglio col volto di teschio che è coprotagonista. Ottime le interpretazioni, dal protagonista Jake Gyllenhaal, a Drew Barrymore , a Patrick Swayze e soprattutto a Mary McDonnell. In America è un cult, con i fan che hanno analizzato al microscopio tutto il film per trovare l'interpretazione più affidabile del finale; in Italia non lo vedremo mai. Se potete, procuratevelo, probabilmente non ve ne pentirete.


postato da Gokachu | 06:18 | commenti