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agosto 21 2003
Commedie romantiche dalla CoreaMadeleine, di Park Gwang-Chun, 2003. Il successo (meritatissimo) di My Sassy Girl al botteghino ha fatto sì che in Corea in questo momento ci sia una produzione estensiva di commedie sentimentali. Madeleine è una di queste; la trama è quella tipica, senza particolari sorprese (anche se la sensibilità coreana per questo tipo di argomento non gli vieta di inserire temi abbastanza duri come l'aborto, volontario e spontaneo). Il film se la gioca sulla recitazione degli attori, entrambi molto bravi, e sulla fotografia che è davvero elegante; il trattamento risulta però molto più piatto che nel capostipite, e il risultato è un film gradevole e nulla più. Divertenti le citazioni cinefile e letterarie (Wells, Wenders, Paul Auster); orrende in compenso le canzoni pseudorock cantate dalla 'rivale' della protagonista.
agosto 12 2003
Storia di fantasmi giapponesiKourei, aka Seance, di Kyoshi Kurosawa, 2000. Kurosawa è il più stilizzato e maturo dei registi horror giapponesi, uno che è in grado di creare atmosfera con una sola asciutta inquadratura, e anche il più lontano stilisticamente dalla cifra dell'horror occidentale. E' quindi quello che più si presta a deludere l'appassionato di horror italiano (e non dite che non vi ho avvisato). Kourei è un film invisibile tra gli invisibili: infatti non solo è inedito da noi, ma l'unica copia che son riuscito a procurarmi è una versione tagliata di oltre venti minuti. In questo lavoro prodotto per la TV e sfavillante nel suo formato 4:3, Kurosawa si trova a lavorare con una storia tutto sommato molto lineare, con diverse paralleli con The sixth sense ma non quelli che pensate voi. A una prima parte thriller, in cui la tensione raggiunge momenti anche molto intensi, segue una seconda parte più propriamente horror. Niente di particolarmente nuovo o originale, ma comunque apprezzabile per la regia povera ma piena di stile, e per alcune memorabili sequenze che mi hanno ricordato The eye (probabilmente Kourei è una delle fonti dei fratelli Pang), tranne che che per la maggior sobrietà.
agosto 3 2003
Il tennis tavolo è una cosa seriaPing pong, di Fumihiko Masuri, 2002. Alcuni blogger conoscono questo film, ma credo che possa essere comunque inserito nelal categoria degli invisibili. Tratto da un manga di carattere sportivo, è la perfetta trasposizione cinematografica di un buon manga. Gli elementi ci sono tutti e sono raccontati con stile (anche se non c'è molto di originale in una storia come questa): la dedizione, la spacconaggine, l'allenamento, la fatica, la sconfitta, la vittoria. Personaggi tipici si ma interessanti. Insomma, quel che ci si aspetta da un manga di carattere sportivo. I confronti con Shaolin Soccer sono alquanto fuori luogo: mentre là di derivava allegramente verso le sponde della commedia demenziale, qui si rimane seri; anche gli effetti speciali, pur di grandissimo impatto, rimangono nell'ambito del verosimile (anche se non del realistico). Appassionante. (P.S. Qui un trailer)
Due uomini e una donna (per non parlar del bebè)Happy end di Jung Ji-woo, 1999. Ci sono molti modi di raccontare una storia di corna, è questo è uno dei più rari. Il titolo è decisamente ironico; pur essendo pieno di humor nero, il film mi ha ricordato la cinematografia taiwanese, se non fosse che le scene di sesso sono molto più ferine, appassionate evitali di quelle che ti aspetteresti da Hsiao-hsien. Se ne avete la possibilità vale decisamente la visione.
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