Storia di fantasmi giapponesiKourei, aka Seance, di Kyoshi Kurosawa, 2000. Kurosawa è il più stilizzato e maturo dei registi horror giapponesi, uno che è in grado di creare atmosfera con una sola asciutta inquadratura, e anche il più lontano stilisticamente dalla cifra dell'horror occidentale. E' quindi quello che più si presta a deludere l'appassionato di horror italiano (e non dite che non vi ho avvisato). Kourei è un film invisibile tra gli invisibili: infatti non solo è inedito da noi, ma l'unica copia che son riuscito a procurarmi è una versione tagliata di oltre venti minuti. In questo lavoro prodotto per la TV e sfavillante nel suo formato 4:3, Kurosawa si trova a lavorare con una storia tutto sommato molto lineare, con diverse paralleli con The sixth sense ma non quelli che pensate voi. A una prima parte thriller, in cui la tensione raggiunge momenti anche molto intensi, segue una seconda parte più propriamente horror. Niente di particolarmente nuovo o originale, ma comunque apprezzabile per la regia povera ma piena di stile, e per alcune memorabili sequenze che mi hanno ricordato The eye (probabilmente Kourei è una delle fonti dei fratelli Pang), tranne che che per la maggior sobrietà.